ICSI e IMSI: facciamo chiarezza.

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1 coppia su 5, secondo le informazioni diffuse dal Ministero della Salute, ha difficoltà a procreare per vie naturali: un dato che in due decenni è quasi raddoppiato.

Il fenomeno dell’infertilità diventa, quindi, sempre più diffuso tra le coppie alla ricerca di una gravidanza.

Le cause dell’infertilità sono numerose e di diversa natura: dai problemi genetici, alle patologie a carico degli apparati genitali (come il varicocele, il criptorchidismo, la torsione del funicolo spermatico negli uomini e le infezioni genitali ed i disturbi ovulatori nelle donne), fino all’età media del concepimento in costante aumento e allo stile di vita poco equilibrato.

Una serie di ostacoli che possono mettere a dura prova la coesione di una coppia ed intaccare la qualità della loro vita privata ed intima.

Tuttavia, lo sviluppo scientifico, in costante progresso, consente oggi di affrontare l’infertilità ricorrendo alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): un’ampia categoria che, al suo interno, offre trattamenti specifici per rispondere in maniera efficace ai vari aspetti dell’infertilità.

Una coppia affetta da infertilità che è alla ricerca di una gravidanza e vuole percorrere la strada della PMA, avrà certamente sentito parlare di ICSI e IMSI: due tecniche avanzate di IVF, indicate nei casi di insuccesso delle tecniche di primo e secondo livello.

Non solo: ICSI e IMSI vengono consigliate anche in presenza di patologie tubariche o endometriosi nella donna, o di importanti patologie a carico del liquido seminale maschile.

Un mondo, quello della PMA, della IVF e delle tecniche di ICSI e IMSI, che può apparire nuovo e incomprensibile a causa di sigle e acronimi poco familiari.

Facciamo chiarezza.

Cosa si intende con IVF?

Il termine IVF (Fertilizzazione in vitro) indica l’insieme di tecniche di PMA con cui si ottiene l’incontro tra spermatozoi ed ovociti non nella loro sede naturale, la tuba, ma in vitro (popolarmente definito “in provetta”). Solo una volta che l’embrione si è formato, viene impiantato nell’utero della futura madre attraverso la tecnica del transfer.

L’acronimo IVF riunisce al suo interno tutte le tecniche appartenenti alla fecondazione in vitro, tra cui la FIVET – con cui si simula una vera fecondazione, avvicinando ovuli e spermatozoi in provetta– e le popolari ICSI e IMSI, più mirate nell’incontro tra spermatozoo e oocita.

ICSI: la soluzione in caso di scarsa produzione di spermatozoi.

Tra le tecniche più note di IVF troviamo la ICSI, l’Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi.

Come funziona?

La donna viene sottoposta ad un processo di stimolazione ovarica tramite ormoni follicolo-stimolanti (FSH) e ormone luteinizzante (LH): dopo circa 36 ore dalla somministrazione di LH, gli ovociti materni arrivano a maturazione e vengono prelevati mini chirurgicamente.

Raccolto anche il liquido seminale maschile si procede ad aiutare il processo di fecondazione, inserendo uno spermatozoo all’interno di ogni ovocita, grazie all’aiuto di sofisticati strumenti di laboratorio (microiniettore).

Dopo pochi giorni dalla formazione dello zigote, vengono selezionati morfologicamente gli embrioni che verranno poi trasferiti nell’utero materno.

In alternativa, qualora le condizioni cliniche non consentano il trasferimento immediato (sindrome da iperstimolazione, innalzamento del progesterone ematico) gli embrioni vengono crioconservati, ovvero congelati in idrogeno liquido, e custoditi fino al loro utilizzo. Anche tutti gli embrioni soprannumerari, ossia quelli che non vengono utilizzati, devono essere obbligatoriamente crioconservati perché la legge italiana vieta la distruzione degli embrioni.

In cosa la ICSI differisce dalla tecnica FIVET?

A differenza delle tradizionali modalità di IVF, come la FIVET, la ICSI concede un grande vantaggio: piuttosto che simulare in vitro una vera e propria fecondazione (penetrazione spontanea dello spermatozoo all’interno dell’ovocita), utilizzando quindi da 50.000 a 100.000 spermatozoi, con l’ICSI ne è sufficiente solo uno per ovocita perché viene aspirato in uno speciale microago ed iniettato direttamente nell’ovocita.

Grazie alla tecnica ICSI, quindi, il concepimento biologico apre le porte anche a uomini con una scarsa produzione di spermatozoi o con una ridotta motilità degli stessi o addirittura azoospermici.

Tuttavia, in alcuni casi di anomalie spermatiche severe, la ICSI sembrerebbe non essere sempre sufficiente per una buona riuscita di una gravidanza.

Per questo, affiancata alla ICSI, troviamo ora una tecnica molto innovativa, la IMSI.

IMSI: selezionare i migliori spermatozoi con tecnologie d’avanguardia.

Affiancata alla tecnica ICSI, troviamo la IMSI, ovvero l’Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi morfologicamente selezionati.

Questa tecnica, di recente introduzione, garantisce maggior sicurezza ed efficacia rispetto alla ICSI, grazie ad un’accurata selezione dei migliori spermatozoi, valutati con microscopi ad altissimo ingrandimento (6600 volte).

Il processo iniziale non differisce dalla ICSI: stimolazione ovarica nella donna e raccolta del liquido seminale nell’uomo procedono invariati.

Ciò che cambia è la tipologia della selezione, compiuta in base alla morfologia (quindi alla forma), dello spermatozoo che verrà usato poi nella ICSI.

Mentre nella tradizionale ICSI si osservano gli spermatozoi a basso ingrandimento per individuarne uno morfologicamente normale e mobile, senza valutare possibili ulteriori alterazioni, la IMSI seleziona gli spermatozoi ad altissimo ingrandimento.

Questo significa che, grazie ad una maggior risoluzione degli strumenti di laboratorio, possono essere valutate caratteristiche come la forma della coda, del collo, della testa, la presenza di vacuoli intracitoplasmatici ed altre alterazioni del DNA.

Una selezione accurata che ha l’obiettivo di isolare lo spermatozoo ottimale, di garantire una buona riuscita della procedura di ICSI e di proteggere la salute cromosomica del nascituro.

Una tecnica sofisticata, quella della IMSI, consigliata in seguito a ripetuti fallimenti di tecniche di PMA e indicata nei casi in cui gli esami di screening del DNA dello spermatozoo evidenzino alterazioni diffuse e importanti.

 

Per maggiori informazioni sulle tecniche di ICSI e IMSI, richiedi un appuntamento presso il nostro centro, contattandoci allo 06 659 756 14 /43 o inviandoci una mail a segreteria@icsiroma.it oppure info@icsiroma.it.