Fecondazione Eterologa

Fecondazione Eterologa

Fecondazione Eterologa

Il Centro di Medicina della Riproduzione ti dà la possibilità di eseguire la fecondazione eterologa femminile (ovodonazione) e/o maschile  seguendo i più alti standard di qualità  con una scelta personalizzata della donazione attraverso se vuoi un più completo matching genetico (700 mutazioni genetiche analizzate) oltre alla razza, gruppo sanguigno, colore dei capelli, altezza, peso.

Altissime percentuali di successo raggiunte (65%) e possibilità di scelta del numero di ovociti che vuoi inseminare (4, 6, 8) dando così la possibilità a tutti di accedere a questo programma senza viaggi all’estero.

E’ oggi possibile effettuare la fecondazione eterologa in Italia dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale (n.ro 162/2014)

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Come è possibile effettuarla ora in Italia?

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Fecondazione eterologa, adesso si può

Speciale del VELINO dopo la sentenza della Consulta. Storia, pareri, esperienze a confronto (ilVelino/AGV NEWS)

 Roma, 14 GIUGNO 2014 – Adesso, e di nuovo, per la legge italiana si può. Una coppia che abbia il desiderio di un figlio, ma che non puo’ averlo per un problema altrimenti irrisolvibile, potra’ ricorrere alla donazione di un gamete – ovocita o spermatozoo – da una persona esterna. Perche’, ha spiegato la Consulta, nelle motivazioni depositate in settimana, il divieto che la legge 40 del 2004 poneva alla cosiddetta fecondazione “eterologa” era in contrasto con la Costituzione. Non serviva a proteggere un diritto costituzionale di “pari rango” al diritto “incoercibile” di volere un figlio e non era giustificato dalle “esigenze di tutela del nato”. Spingendo delle coppie a recarsi all’estero realizzava “un ingiustificato” diverso trattamento “in base alla capacita’ economica” dei pazienti. IL VELINO ha realizzato uno speciale – online domenica 15 giugno sul sito ilvelino.it – che raccoglie la storia, le esperienze e i pareri degli esperti su una norma di una legge dalla vita molto travagliata fin dal suo stesso concepimento.


Fecondazione eterologa, adesso si può


Speciale del VELINO dopo la sentenza della Consulta. Storia, pareri, esperienze a confronto SI PUO’ PARTIRE?

Tutto pronto per la fecondazione eterologa, quindi? Il ministero della Salute spiega che occorre “verificare tutti gli aspetti di tipo sanitario nei quali la Consulta non e’ entrata”: l’accrediatemento dei centri, i criteri di selezione dei donatori, il consenso informato, le garanzie di qualita’ e tracciabilita’ del trattamento. Parametri che sono “in gran parte tutti gia’ definiti”, spiega pero’ Andrea Borini, presidente della Societa’ italiana di fertilita’ e sterilita’ e medicina della riproduzione (Sifes). “Ricordo che in Italia, prima del 2004, l’eterologa gia’ era permessa”, ed era inquadrata con una delle regolamentazioni “piu’ restrittive d’Europa”. E dato che il giudice costituzionale conferma che la sentenza non “crea vuoto normativo”, la “possibilita’, non la necessita’, di ricorrere al trattamento, c’e’ da subito”. “Chi, dopo la sentenza della Corte, sostiene che non si possa partire lo fa esclusivamente in modo pretestuoso”, spiega Antonino Guglielmino, ginecologo e direttore del Centro Umr di Catania. “Parliamo di una tecnica cosi’ nuova da meritare una ulteriore riflessione della medicina?”, chiede Gugliemino spiegando che si tratta di pratiche collaudate nei dettagli da anni, codificate in protocolli vigenti in tutto il mondo e che per molti aspetti” non si modificano da dieci anni.


Nella sentenza, precisa pero’ Giulia Scaravelli – responsabile del Registro nazionale delle Pma dell’Istituto Superiore di Sanita’ – “c’e’ una chiara indicazione ad inserire nelle linee guida alcune variabili non contemplate dalla normativa vigente, come ad esempio il numero dei nati per donazione”: fare come in Inghilterra, dove sono possibili fino a dieci nascite per donatore, o come in altri paesi dove un genitore non puo’ donare piu’ di cinque, sei gameti? A questo proposito, ricorda Scaravelli, e’ sufficiente che l’Italia recepisca con decreto legislativo l’unico “pezzetto” della normativa europea ancora non tradotto nel nostro ordinamento, quello che disciplina il profilo della donazione di un gamete da persona esterna alla coppia. Un passaggio che metterebbe tutti i centri nelle stesse condizioni di partenza, senza creare disparita’ tra i vari pazienti. “Quando ci saranno le linee guida vedremo come comportarci, ma da oggi si ritorna alle condizioni di prima della legge 40 e si puo’ effettivamente partire con la fecondazione eterologa”, rimarca il professor Ermanno Greco, direttore responsabile del centro della Medicina della riproduzione all’European Hospital di Roma.

Fecondazione Eterologa: test gratis per le coppie

Fecondazione Eterologa: test gratis per le coppie

IN ITALIA, MINORI CHANCE DI SUCCESSO?

Nella maggior parte dei casi, la coppia che ricorre all’eterologa lo fa per avere un ovocita, non uno spermatozoo. E si aspetta di avere un ovocita “competente” alla riproduzione. Una caratteristica che, statisticamente, possono offrire di piu’ le donne giovani. In altri paesi – con la formula del “rimborso” – le donne possono decidere di dare i loro ovociti ad altre mamme. E potendo scegliere, i centri privilegiano le donazioni di ragazze sotto i 30 anni. In Italia, anche dopo le varie pronunce della Corte, la donazione e’ pero’ volontaria, anonima e gratuita. Gli ovociti sono quelli che vengono prodotti “in eccesso” dalle donne sottoposte a un trattamento. Ma “il successo di una fecondazione e’ in gran parte legato all’eta’ della donna: maggiore e’ l’eta’ della donatrice e minori sono le possibilita’ di ottenere una gravidanza” ricorda Greco. E nel 2011, scrive il registro dell’Istituto Superiore di Sanita’, l’eta media delle pazienti sottoposte a ciclo e’ stata di 36 anni. “Se non si cambia la normativa permettendo a tutti la donazione di gameti – dice ancora Greco -, le percentuali di successo sono inevitabilmente piu’ basse”. In attesa di ulteriori sviluppi, varie sigle, con in testa l’Associazione Luca Coscioni per la ricerca scientifica, hanno per questo chiesto al governo di rimuovere ogni ulteriore ostacolo all’accesso alle tecniche chiedendo ai pazienti – ma anche ai maggiorenni in eta’ fertile – di donare i gameti. Sempre nel rispetto dell’anomimato.